Serata Ungherese - il falcone Ristorante Pizzeria Falconara

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Serata Ungherese

Eventi
Serata con ricette Ungheresi
25 Novembre 2016

La vera cucina ungherese appartiene al popolo dei Magiari, tribù di nomadi che si stabilì nel bacino dei Carpazi, ad oggi unica testimonianza di quei tempi è l’utilizzo di uno strumento di cottura da campo, il paiolo, chiamato bogràcs. Parlare della gastronomia ungherese, significa relazionarsi con la storia che ci tocca anche personalmente a noi italiani, in effetti durante il medioevo il re Ungherese Mattia Corvino, sposa la nostra Beatrice d’Aragona, figlia di Ferdinando I re di Napoli, portando piccole tradizioni del nostro sud, ma fu con il colonialismo turco che per 150 anni dominò l’intera regione che la cultura culinaria ungherese pose le sue basi, una cucina che vede con il passare dei secoli una influenza molto europea, con la corte di Vienna, quella Francese e quella Austriaca. Ad oggi solo nella zona della Transilvania conserva ancora uno spirito nazionale.
La cucina Ungherese, mantiene la sua tradizionalità con l’ultilizzo della paprica, la cipolla, il pomodoro , il peperone, la panna acida e dei grasso di maiale
La paprica utilizzata è quella dolce, la nobile, dal colore rosso intenso, che regala sapore deciso alle pietanze, senza urtarle con il piccante, ricca di vitamina A e C ha un effetto digestvo. Arrivata verso l’inizio del XVI secolo quando i turchi si stabilirono in Ungheria, la leggenda narra di una contadina costretta a vivere nell’harem del pascià si mise a spiare i giardinieri del palazzo mentre coltivavano la paprica e una volta liberata insegnò la tecnica ai contadini del suo villaggio
In Ungheria la zuppa precede tutto e Il piatto più conosciuto è il Gulasch che non é uno stufato, ma una minestra densa, preparato con carne di manzo, cipolla e paprica, a cui sono aggiunti peperoni, cubetti di patate e di carote. La parola gulyás significa mandriano; cioé zuppa di gulyás vuol dire zuppa del mandriano. Si chiama cosí, perché per secoli fu cucinata soltanto dai mandriani che la preparavano nel paiolo. Questa zuppa arrivó alle famiglie borghesi soltanto verso la fine del XVIII secolo e apparve sulla tavola del popolo insieme ad altri stufati di carne.



 
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