Proverbi marchigiani - il falcone Ristorante Pizzeria Falconara

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Proverbi marchigiani

13 Dicembre 2014
Serata di presentazione
del volume

“L’enciclopedia dei poveri:
 i proverbi marchigiani”

a cura di Ugo Bellesi 
e
Tommaso Lucchetti,
edizioni Il Lavoro Editoriale
 Ancona, 2014
Una serata proverbiale, potrebbe essere il titolo della cena che si terrà sabato 13 Dicembre presso Il ristorante il Falcone, il nuovo locale che ha aperto da pochi giorni ai piedi dell’Hotel Touring a Falconara. Un Ristorante attento alla salvaguardia della cultura del gusto.
Una cena incontro con gli autori, uno scambio culturale all’insegna del buon umore, con ricette tratte dal nuovo volume dal titolo “L’enciclopedia dei poveri: i proverbi marchigiani” edito dal lavoro editoriale di Ancona è curato da Ugo Bellesi e Tommaso Lucchetti
 
Tra i piatti scelti in collaborazione con gli autori prevalgono i pani, i sapori ella terra come le insalate, la zucca, i cavoli e le teneri carni, quelle di vaccina o quelle stagionate come i salami e i prosciutti.
Ad ultimare la serata il bostrengo, uno dei dolci storici del Montefeltro. Il tutto per regalare un gustoso e allegro viaggio tra i paesaggi morbidi marchigiani.
“Regione di antiche tradizioni rurali, con una cultura presentemente legata alla trasmissione orale del sapere, le Marche hanno condensato nei proverbi gran parte delle informazioni che venivano tramandate. Da quelle morali e filosofiche, incaricate di rappresentare i valori e le ansie del mondo contadino in una chiave spesso arguta e malinconica, fino alle prescrizioni tecniche dei regimi alimentari e sanitari, ai calendari delle diverse attività agricole e alle ricorrenze religiose e sociali.
Identificato e raccolto una prima volta nella gloriosa stagione di studi regionalisti di fine Ottocento grazie al lavoro pioneristico di folcloristi come Carisio Ciavarini, Giovanni Crocioni, Giovanni Ginobili, Caterina Pigorini ed altri, l’interesse per i proverbi è stato rilanciato negli ultimi venti anni dal radicato campanilismo marchigiano, che ha spesso proposto raccolte locali e dialettali, che, prese singolarmente, non danno il quadro degli scambi e delle contaminazioni, cioè dell’intensa circolazione che invece questo “genere letterario” popolare fa registrare sia entro i territori delle Marche che nei confronti delle altre regioni italiane, non solo limitrofe.
Un quadro ricco e complesso che questo libro cerca di documentare criticamente e con sistematicità restituendo ai proverbi marchigiani la loro dignità di strumenti di informazione culturale e di costruzione di una comunità”.

Cena
“La cucina delle Marche e i suoi proverbi”
(Introduzione e commento storico di Tommaso Lucchetti)
Prosciutto e salame, Pane con olive, Crescia con la cipolla
 ( “Presciut e salèm, past da putèn”, “Na feta de pa’ e du acini d’uliva”, “Pane, cipolla e casa sua”)
Polenta
(“La pulenta è la mann di’ purett”)
Vincisgrassi
(“Mej la minestra a casa propria che i vinci sgrassi a casa d’altri”)
Carne vaccina alla pizzaiola
(“La vaccina svergogna chi la cucina”)
Zucca con salsiccia
(“La zucca vol la dota dla donna brutta”)
Cavoli ripassati
(“Disse lu cavulo a lo cocu: mètteme a largo
 e famme foco”)
Insalata
(“L’insalata non è bella se non c’è la pimpinella, l’insalata non è bona se non c’è la crispignola”)
Casciotta con marmellata di pere
(“Marmellata de pera, la cominci la mattina, la finisci la sera”; “Vì, cascio e pere pasto da cavaliere”)
Pane di noci
(“Noce e pane, pasto da sovrane”)
Bustrengo
(“Piove e neng, tutt le vecchie fanno el bustrengh”)
Caffè
(“Lu caffè pe’ ésse bbune, dev’ésse nére come la notte, calle come l’enferne, e doce come l’amore”)
 
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